GLI I.V.S.: DALLA NECESSITA’ AL BUSINESS

Tra gli operatori del settore valutativo immobiliare l’acronimo IVS (International Valuation Standard) sta diventando sempre più famigliare, sia che operino nel settore creditizio, sia in quello delle Esecuzioni Immobiliari e Fallimentare e sia nell’ambito degli investimenti immobiliari.
In realtà già a metà del secolo scorso nei paesi anglosassoni (Stati Uniti d’America in primis) si pensava a delle procedure standardizzate comuni ai più, che potessero rendere la stima di un immobile più trasparente possibile.
Ricordando i miei passati scolastici dei primi anni’80, l’estimo, pur essendo una scienza finanziaria, aveva la caratteristica che 1+1 non risultava sempre 2, anzi si diceva che il risultato, prospettato da più interlocutori, sarebbe stato sempre diverso e che, questo, dipendeva da un insieme di fattori di carattere personale: professionalità, cultura, conoscenza del mercato, e metodologico: metodo d’analisi, fonti analizzate, ecc.
Un’accelerazione dello studio degli Standard è stato dato allo scoppio della crisi dei mutui subprime negli Stati Uniti. In quel periodo molte obbligazioni finanziarie avevano come garanzia i mutui di chi aveva acquistato la propria prima casa, all’inizio questi garantivano realmente le obbligazioni in quanto erano considerati un finanziamento a basso rischio ma poi, quando la richiesta dei mercati finanziari ha iniziato a superare notevolmente l’offerta dei mutui, sono iniziate le politiche delle grandi banche a concedere i finanziamenti anche a clienti senza i requisiti reddituali sufficienti e con valori degli immobili messi a garanzia gonfiati.
Si è cercato di correre ai ripari “sanando” uno degli aspetti che ha generato la crisi: la trasparenza delle stime.
Ecco quindi che nascono o iniziano a prendere vigore associazioni, istituti e organismi vari, con lo scopo di redare e sviluppare una metodologia condivisa per la redazione delle stime immobiliari.
Oggi nel mondo troviamo gli I.V.S. predisposti e continuamente aggiornati dall’International Valuation Standards Concil, gli E.V.S. gestiti dal The European Group of Valuers’ Associations, l’Appraisal & valuation Standards del The Royal Institution of Chartered Surveyors (RICS), gli Uniform Standards of Professional Appraisal Practice (USPAP) dell’Appraisal Standards Board – Appraisal Foundation e in Italia l’A.B.I. con le sue “Linee guida” a cui dovrebbero adeguarsi tutti gli Istituti di Credito associati e per ultimo l’UNI, l’Ente Italiano di Normazione che con la norma 11612:2015 spiega come deve essere eseguita una perizia (praticamente, con un piccolo distinguo non poco importante, fa riferimento agli IVS) e ancor prima, con la 11558:2014, indica chi può eseguire la stima (e qui si aprono una serie di discussioni di cui vi parlerò più avanti).
Per fortuna, a differenza di molti altri argomenti normati/regolamentati da più enti, associazioni, istituti, il tutto esasperato da vari interessi nazionali e continentali, alla fine di ogni studio si giunge praticamente allo stesso punto: le metodologie, le fasi, le regole e la formazione sono le stesse e tutte portano alla più totale trasparenza.
Naturalmente emanato il Codice delle Strada non è detto non ci siano più incidenti, ma questa è un’altra storia…

2018-04-13T10:59:59+01:00